Il vento
febbraio 8, 2010
“Mention this to me
Mention something, mention anything
Mention this to me
Watch the weather change”
Tool – Disposition
Odio litigare, chi ama farlo? Odio in particolare farlo con la mia ragazza. Se poi i motivi sono l’alimentazione è ancora peggio. Forse ci stiamo preparando ad una convivenza o forse sto osservando il tempo cambiare.
Barbie’s
febbraio 1, 2010
Ho occhi solo per te…

La serata da Barbie’s è come al solito. Superlativa. 3 su 3, tre-serate-su-tre, una migliore dell’altra. Da tre settimane è un’appuntamento fisso al venerdì. Anche stasera confermiamo la nostra neo-routine.
Il locale è una caldissima bolgia rock, alternativo ed elettronico. L’alcool scorre a fiumi, ben presto dentro e fuori le nostre vene.
Che tu sia, in quest’ordine: fratello, cugino, amico, bella ragazza, conoscente, uomo qualunque appariscente e sorridente con cui ti incontri mille volte nella serata, nemico, amico di facebook; non importa, ad ogni incontro è una gioia, uno scambiarsi smorfie e convemevoli euforici del tipo “Bellaaa” o Heilàà…”, oppure “ci becchiamo qui tra dieci minuti?!” che poi quasi mai ricordi di aver detto.
Scelgo un look alternativo con pantaloni Pepe jeans e felpa QS d’un verde fantastico. Negli album di fotografie digitali rivedo me stesso in posa con ragazze, amici e conoscenti, circondati da una folta nube di sconosciuti dalle faccie più divertite, alcolizzate, drogate ed esaltate.
Spendo pochissimo in cocktail, tanto tutti sono ansiosi di offrirmi un po della sostanza contenuta nei loro bicchieri. Sembra che vada vodka per la maggiore.
Ma il meglio me lo riserva sempre il gin lemon, è lui ad accompagnare gli ultimi istanti della serata.
Siamo rimasti in quattro, stanchi – premetto che un’esame mi aveva costretto alla levataccia mattutina – e devastati dal pogo tra le tette a cui ci siamo auto sottoposti, ci spostiamo per una sigaretta nell’ottima saletta di passaggio tra le due sale. Il luogo ideale per discutere e rilassare momentaneamente muscoli e timpani su morbidi divanetti verdi vellutati. Detto ciò, nessuno dei miei amici ha un’accendino e mi ritrovo costretto a guardare in giro alla ricerca di qualche faccia utile. Ad un tratto noto una ragazza fumante vicino ad un uscita, incrociamo lo sguardo e mi alzo, vado da lei e dopo averla salutata le chiedo gentilente l’accendino. Me lo porge dicendomi che aveva notato che lo stavo cercando. La guardo ammiccante, ringrazio sorridendole e torno al mio posto. Dovrò aspettare 5 minuti, di solito è così. Puntuali mi ritrovo davanti la ragazza più due sue amiche che le siedono accanto. Parliamo immediatamente, io e Flavio, ci capiamo alla lettera in questi momenti. Tutto scorre così veloce. Damian mi raggiunge e mi chiede cosa portarmi da bere. Ci penso qualche secondo e poi decreto: Gin Lemon. Scelta azzeccata, le ragazze gradiscono e ne prendono uno anche loro.
A fine serata, un buttafuori ci avvisa gentilmente che stanno chiudendo il locale. Rimango in contatto con una delle ragazze, Marina, la quale mi chiede durante tra un discorso e l’altro di dargli ripetizioni d’inglese, una richiesta a cui, assolutamente, non posso dir di no.
immagine | rgb people – listen in green di miuenski.
Agenda #2
gennaio 27, 2010

Ancora una volta è notte, la calma dopo un’allegra e tranquilla serata tra amici. Si è discusso molto del viaggio che ci aspetta, un desiderio che si realizza dopo un infinito rimandare anno dopo anno. Bene i biglietti ci sono, l’albergo è prenotato. Non resta che godersi il periodo che precede la partenza, o quasi dato che mi aspettano una serie di prove. In agenda la striscia gialla dell’evidenziatore mette in risalto alcuni giorni:
Venerdì 29/01
Ore 09.00 Primo esame stagionale (priorità e difficoltà alta)
Ore 19.00 Lavoro-time
Ore 00.30 Siamo da “Barbie’s” (l’ultima serata in compagnia di Flavio, Nora e Daisy è stata davvero da incorniciare)
Martedì 2 /2
Ore 09.00 Secondo esame stagionale (priorità media, difficoltà alta)
Venerdì 19/02
Ore 09.00 Terzo e ultimo esame (priorità alta, difficoltà media)
Ore 22.30 Arrivo di Viki <3
Poi il conto alla rovescia finale. Un mese e siamo ad Amsterdam.
immagine | #017 Remember the dreams di backslash451.
Associazioni
gennaio 18, 2010
“so glad to see you well
overcome and completely silent now
without himself you cast your demons out
and not to pull your halo down
around your neck and tug you off your cloud
but I’m more than just curious
how you’re planning to go about making your amends
to the dead”
A Perfect Circle – The Noose
È nei suoi occhi profondi, nel nero del mare più profondo, nel girone più buio dell’inferno, nella luce accecante dell’antartide, è nel morso affamato di un clandestino, nel primo bacio, nella vita che nasce, nella frase spinta con la forza, nella spirale discendente, nei posti più insicuri, nei denti aguzzi di un lupo, nelle giornate più grigie, nelle celle sporche del carcere, nel miele, nel cuore più puro, nelle scopate mattutine, nei cereali, nel movimento sfrenato, nella musica industrial, è ancora nel tichettio dell’orologio, nell’osso che si spezza, nella notte più fredda, nella morte di una farfalla, nelle lacrime, è in tutte queste cose o forse no.
La domanda è: cosa?
Heaven & Hell
gennaio 11, 2010
Buon Anno! Siamo davvero pronti al nuovo decennio? Ah, ma sono gli anni ‘10, wow… e… che ci riserveranno? Non so, che importa, tanto siamo giovani – belli – e abbronzati.

Ho visto negli ultimi due anni il tempo volare. Proprio visto, dato che poco ho agito, anzi ho lasciato passare gli eventi su di me, come pneumatici sull’asfalto. Ora ne intravedo i segni, le sbandate, le accelerazioni e le frenate. L’inferno e il paradiso qualcuno direbbe.
L’anno scorso ho iniziato gli interventi su questo blog con un post pigro chiedendomi quale fosse lo scopo di fare buoni propositi per l’anno appena iniziato. Ecco, le mie ultime esperienze mi danno nuove indicazioni, ovvero quello di cercarmi una direzione, paradiso e inferno non sono una scelta, un bivio, bensì accidenti di percorso inevitabili, la direzione, invece, è qualcosa di strettamente personale, siamo noi a scegliere la strada, le superstrade o le vie di fuga.
Devo chiarire tutto, una volta per tutte.
Le feste natalizie hanno lasciato i loro strascichi. Strade intraprese l’anno scorso continuano imperterrite nel loro avanzare distruttore, ed io, nel frattempo, mi accorgo giorno dopo giorno di crescere, di prender forma, e passare gradualmente allo stato Adulto, quello con la a maiuscola, il momento in cui è molto dannoso sbagliare.
Dunque non mi resta che dare questi benedetti propositi, detto ciò: imboccare un autostrada nell’università; evitare questa angosciosa sosta al rifornimento dell’amore, perché a lungo, lo so, logorerà; districarsi nella rete di rapporti col prossimo come un pilota d’esperienza.
A tutto ciò è bene aggiungere che è assolutamente essenziale valutare bene i pro e i contro di una cosa, di un oggetto o un esperienza, dato che alla mia età non desidero assolutamente precludermi (ancora) nulla!
immagine | A sud del confine, a ovest del sole di emics.
24dodici
dicembre 24, 2009
Questo articolo ha avuto tre genesi, tre parti improvvisi, ma il momento ideale si è propiziato adesso. Se questa versione è meglio delle altre a nessuno è dato saperlo. Se non altro è quella è definitiva. Ed è tutto ciò che è da conoscere.
L’argomento è il natale, quale altro.
La prima stesura di questo post era un articolo goffo e mieloso, e devo dire anche piuttosto malinconico su tale periodo dell’anno. Ad intervallare gli scritti c’era Canzone per natale di Morgan. Argomentazione bocciata sin da subito, pur nella stesura completa.
In seguito nel pomeriggio trovandomi in centro per l’acquisto di un ultimo regalo, quello per mia madre, ho sentito nascere dentro me una rabbia profonda che a stento riuscivo a trattenere. Anche se all’apparenza ero calmo. Sarà stato il party alcolico di ieri, o la litigata prima di uscire con mia madre, gelosa del mio comportamento con Viki.
Il pezzo doveva iniziare più o meno cosi: “Formicaio. Ecco la parola esatta. Come quando in campagna sollevi quel masso che credi sia li da tempo immemore e trovi un incantevole microuniverso composto – e ancora una volta è la parola esatta – di ogni specie di insetto e similia. Questa è l’immagine che più raffigura la città nel periodo natalizio. La confusione al limite della pazzia per le strade cittadine, col suo sottofondo di clacson e insulti; la ressa nei negozi e nei centri commerciali; l’atmosfera un po cupa del povero natale di quest’anno di crisi. Mi chiedo come facciamo a sopportare tutto ciò. Più che il calore natalizio, tutto questo ipocrita brulicare mi fa crescere un divampante focolaio dentro che se davvero fossi foco, arderei lo monno“.
La rabbia ora è cessata è sono molto più tranquillo, ho raggiunto la mia pace, la presenza dei miei amici mi ha dato serenità. Via da tutti i problemi per qualche ora, in compagnia delle persone giuste, ecco cos’è il Natale.
Passate il natale in amicizia, auguri.
immagine | MERRY XMAS di ponchosquealº
Sull’autobus 33
dicembre 21, 2009
Cosa sono i giovani d’oggi?

Alla fermata sotto casa aspetto il mio mezzo, l’autobus, dato il brulicare del periodo natalizio ho deciso di non prendere l’auto. Due tipe sedute sulla panchina mi osservano. Vesto un completo sportivo e scarpe Onitsuka Tiger. Prima di uscire ho fatto una doccia e ho un’aspetto magnifico. Rispondo al loro sguardo mentre dall’iPod la voce di Trent Reznor ripete Will you bite the hand that feeds you? Will you stay down on your knees? . Le immagino in ginocchio ma è solo una fugace apparizione perchè l’autobus è appena giunto alla fermata. Ordinariamente in ritardo.
Sull’autobus l’ambiente mi ricorda i bassifondi in Blade Runner; c’è ogni genere di individuo, o essere vivente. La filippina dall’aria impaurita proprio davanti all’obliteratrice; l’uomo rude dai vestiti di lavoro in piedi, il borghesotto, anche lui in piedi; un’anziano dall’aria rognosa e un’altro ben vestito con un completo in velluto di cui ignoro la fattura; e per concludere la panoramica, una donna sui 60 dallo sguardo stanco che aspetta inutilmente qualcuno che le ceda il posto. Più avanti nella seconda metà del mezzo, si affacciano dai sedili un gruppetto di matricole universitarie; una segretaria dall’aria molto molto sexy con una prosperosa scollatura che mi distrae da tutto il resto. Dalle tette inizio a sentire un vociferare crescente di voci. La classica discussione dell’autobus.
- La verità è che i giovani hanno troppe comodità – ammette ad alto volume l’anziano in velluto.
Al che la donna dall’aria stanca risponde – io non invidio i giovani d’oggi – scuotendo la testa.
- c’è troppo benessere! – gracchia l’uomo dall’aria rude.
- c’è troppo malessere! ecco cosa c’è… – la donna è convinta delle proprie idee – c’è la droga…
- ai nostri tempi non c’era la dro… – l’uomovelluto non ha nemmeno il tempo di concludere che l’uomo rude esclama – ma quale droga!!! Io vedo che i ristoranti sono pieni, le discoteche sono affollate, tutte ste cazzate di centri commerciali si stanno riempiendo di soldi, c’è benessere, ecco che vi dico!!
Non so se impiego meno di un secondo, ma la velocità con cui estraggo la lama dal completo è tale che il gesto con cui conficco la lama nella pancia dell’uomo rude, passa quasi inosservato nel movimento che compio per oltrepassarlo. Lui si accascia a terra mentre l’urlo di dolore cresce nella cabina. Il tempo di reazione della signora stanca è talmente lungo che ho tutto il tempo per dargli due colpi agli arti superiori prima di passarle radente alla gola e aspettare che si aprano le porte. Appena scendo aspetto un attimo dando le spalle al mezzo; poi mi giro e guardo all’interno del bus e vedo ancora l’uomo rude e la donna stanga litigare e contendersi i favori di uno o dell’altro abitante momentaneo di quel microcosmo che trovi sull’autobus.
Per rispondere alla domanda, ecco cosa sono i giovani d’oggi
immagine | Autobus nocturno di Seppukku.
Flash
dicembre 16, 2009

…lampi di luce nella mia testa, connessioni neurali e suoni sinuosi. Vedo la mia mano sorreggere il bicchiere di fronte a me, la capsula effervesciente fa il suo dovere. Il mal di testa dopo un’ora è solo un ricordo.
Sono giù in cantina, io, Flavio e Anton, progettiamo il viaggio per Londra e Amsterdam, se tutto va bene a fine marzo si vola. E’ mezzanotte e siamo appena arrivati in centro, i primi che incontriamo sono Marco e i suoi amici, i soliti convenevoli e ci spingiamo oltre. Il prossimo incontro sono quelle pazzerelle di Nika e Mia, breve discussione brillante e diamo loro appuntamento al club, dove ci aspettano Nora e Cinzia. La pozzanghera mi riflette: giubbotto di pelle Mercedes, Jeans chiari Trussardi, barba di una settimana e sorriso perenne. Sono dentro. Prima birra, la band sul palchetto suona Wish you were here, penso a Viki, …we’re just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year… La presenza femminile è notevole, io e Flavio siamo a nostro agio. Se mi innamoro di qualcuno, non lo do a vedere, tanto le guardo tutte. Ricevo altrettanti sguardi in cambio e la cosa mi gasa. Arrivano Daisy e le sue amiche, sono raggianti, l’atmosfera è euforica …running over the same old ground. What have you found? The same old fears. Wish you were here… Il gruppo chiude, gli applausi sfumano, giro di shottino, la barista ne prepara 4 per me, Flavio, Nora e Daisy. C’è anche la fiamma su. Il calore si diffonde nel petto Daisy abbraccia me e Flavio e ci dice che si sente calorosa. Le riservo uno dei miei migliori sorrisi. Le lancette dell’orologio girano veloce. C’è il solito momento foto e non abbiamo altra scelta che posare con la solita maschera. Intanto la musica è cambiata, dj set anni 70/80. Gli uomini con la bava alla bocca sotto la cubista. Notevole cubista. Riesco a volgere lo squadro altrove, c’è allegria. Vado a prendere un’altra birra perchè mi piace la ragazza alla cassa. Sto per chiederle se si prende una pausa quando le chiche sopraggiungono alle mie spalle coinvolgendomi in una danza estasiata. Saluto la cassiera con un sorriso lei ricambia. Prendo la mia birra, c’è confusione, i corpi si stringono tra loro, i visi persi in chissà quali mondi come se qualcuno avesse stregato l’intero locale e per il resto ho il buio totale.
immagine | Fountains of Light di Fort Photo.
Agenda #1
dicembre 11, 2009

E’ notte fonda, il cielo è colmo di stelle e c’è una visibilità stranamente insolita qui in città. Sono le due di notte, ho appena salutato Anton. Siamo stati una mezz’oretta giù in cantina a guardare la season finale di Californication in compagnia di una discreta bottiglia di Corvo Rosso 2007 e un profumatissimo blunt inaspettato. Le percezioni perciò ora sono parecchio vivide e piuttosto loquaci.
Sono passati appena pochi minuti e il cielo visto dalla finestra assume un aspetto quasi televisivo rinchiuso nella sua cornice metallica. Penso all’agenda dei prossimi giorni e mi vedo spuntare pochissimi appuntamenti di studio. Tutt’altro per quelli di svago.
Domani (che poi sarebbe oggi)
- Ore 10.00 Colazione con Rita (ho visto come mi guardi a lezione bella, domani è il momento di compiere una scelta. Per ora l’imperativo è Resistere!)
- Ore 14.30 Lezione di spagnolo (tutto dipende dalla mattinata)
- Ore 16.30 Lezione di fonetica dalle ragazze dell’anno superiore (della serie: conosciamo nuove prede) Annullata! (vedi sotto)
- Ore 18.30 Andiamo a comprare da bere!!!
- Ore 23.00 Festino da un’amico di un amico alcool, donne, and a lot of fun!
Sabato
- Ore 12.02 Aperitivo del sabato (si può fare senza?)
- Ore 14.00 Pranzo da Anton
- Ore 15.30 – 18.30 Lavoro
- Ore 20.45 Cena a casa mia, con Flavio e due sue amiche (ah si!?!)
Domenica
- Ore 18.30 – … Sono da Anton i suoi sono a parigi per una settimana, dunque…
Si prevedono numerosi festini a casa sua
Rock & Roll gente.
immagine | Moleskin (365/191) di Jordan Kiley.
Arrivederci amore, addio
dicembre 5, 2009
“Sui monitor: segnali di Laura dovunque. Macchie di luna e di thè.
Gioia che afferri improvvisa in un giorno qualunque.
Grazia che è estranea agli umani, alle Fughe di Bach, alla chimica.”

Oggi l’ho rivista in due cose: in una teiera il cui coperchio mancante s’era frantumato in tredici pezzi mentre me la sbattevo selvaggiamente sul tavolo della cucina; l’altro ricordo m’è saltato in mente ascoltando il sinuoso crescere dell’emicrania dovuta agli incessanti e strani rumori metallici provenienti dall’appartamento a fianco.
- Se un giorno dovessimo perderci ti prego fa tu la prima mossa – mi diceva lei con aria convincente – fai in modo che tornare insieme non sia impossibile…
Se l’era preparata bene la psicologa, in pratica m’aveva lasciato, e mi dava pure la responsabilità del fatto che se ci fossimo ricongiunti o no, sarebbe stato solo e unicamente colpa mia che non avevo fatto il possibile.
- Sai cos’è che mi piace oggi di te? – le rispondo io con aria ancora più convincente.
- Dimmi… – mi risponde senza troppa curiosità.
- Niente.
immagine | THE SPOT pt. 1 di Thinkoutsidethebox2008.
