Liberazione

Aprile 28, 2009

Flash.

La prima cosa che ricordo è la vagonata di ragazze che entra alla festa. E’ venerdì. Siamo tornati agli anni 80. Un paio di Campari-Gin e qualche suo affine parente per aiutarci al viaggio temporale. I vestitini brillanti e i capelli all’indietro, le camicie bianche, i cravattini, i ray ban vecchio stile. Confusione confusione confusione. Siamo sulla lava, i fumi, no è nebbia che avvolge gli alberi, se li mangia, il palco, diversi musicisti, una bottiglia di alcool ci perseguita, differenti compagni di viaggio, attorno a noi c’è chi ci osserva, siamo circondati. Si è fatto sabato, è cambiata la location.  50 kilometri più a nord. Non conosco più il tempo. Le pietre sono scomode, volevamo l’erbetta. I fumi, la mariuana. Panini, patatine. Confusione, pace, confusione. Arriva sera, discoteca, spacca di brutto. Spacca l’impianto. Gridiamo per avere una cassa. Ne basta una. No l’uomo del palco non vuole. Fanculo. Ritorno alla macchina al buio. Luce del cellulare. Che culo. A casa è domenica. Il ritorno di Mario Kart. La venticinquesima ora. Si Dorme. Pace, pace, pace. Risveglio no-trauma. Si torna a casa, buon pranzo, partite, relax. Arriva la sera. Il lunedì è ancora in apnea. Come dei panni imbevuti d’azoto mi fasciano la testa.

Oggi è martedì, e comincio a riprendere fiato. Che devastazione. Il senso di confusione sembra essersi placato. E ,vi giuro, è una liberazione.

immagine | gli alberi o i spiriti? di jennifer mcilvaine

Capitolo I. “Il tempo perso”.

“Scorrono ticchettando gli attimi che compongono un giorno noioso,
tu sprechi le ore percorrendo vie fuori mano
gironzolando per una piccola zona della tua città
aspettando che arrivi qualcuno o qualcosa a mostrarti la via”

Time – Pink Floyd

Sono le 9 di mattina, non mi va di alzarmi, resto mezz’ora a rigirarmi nel letto, poi finalmente esco fuori. Aspetto due o tre minuti che la macchina del caffe sia pronta e sorseggio il primo caffè della giornata.
Altri 5 minuti li attendo poco dopo mentre preparo la play station, qualche partita, poi 10 giri d’orologio per andare a comprare una breve spesa.
Una lunga serie di ore soporifere sui banchi universitari, a seguire due ore di oziose pause nei chiostri dell’università a sparar cazzate sui prof e sulla musica.
La sera tra i venti e i trenta minuti sono persi nell’attesa dell’ora esatta della Cena®.
Dieci Trenta minuti, sono necessari per raggiungere l’hotel Baia a causa di un vecchietto da processione del cazzo e un quarto d’ora d’attesa tra un ascensore proveniente dalla cima dell’everest e la ricerca della stanza esatta.
Una consistente nuvola di fumo ci accompagna in tre lunghe ore di discussione in una piccola stanza di 3 metri quadri contente 5 ragazze e 4 ragazzi.
Circa 10 secondi credo, sono necessari per azionare la fotocamera del cellulare e fotografare tre ragazze sdraiate in un letto in posizioni provocanti.
Mezz’ora di attesa per una dannata coppia di intellettuali al chiosco interessati ad acquistare uno spremilimoni in ottone come quello che ha in mano il proprietario. Il ragazzo gli dice che costa 130 euro e i due si ammutoliscono all’istante.
Tutto sommato solo pochi minuti di sosta ai semafori durante tutta la serata perchè ho avuto culo.
I fottutissimi minuti per l’ascensore di casa mia.
2 minuti per accendere il Mac e 2 per accedere a questo posto.
Venti per scrivere questo pezzo.

Quanti ce ne vogliono per leggerlo?

Hennes & Mauritz

Aprile 15, 2009

Vorrei che in ogni H&M ci fosse una di quelle stanze ripiene di palloncini, come quelle dei centri commerciali per i bambini. Ecco, credo che ogni maschietto al seguito della sua fidanzata, sarebbe entusiasta di passare mezz’ora a sprofondare in mille palle colorate piuttosto che seguire come fidi attaccapanni le instancabili e  euforiche compagne per tutto il negozio.

Ovviamente, se posto sotto tortura, sarei pronto a ritrattare queste mie considerazioni.

immagine | palle / nuts di paolo màrgari

Oggi è un giorno di ricordi per me. Due anni insieme ad una persona sono un bel traguardo. E’ una bella giornata, il sole splende nel cielo, c’è una brezza leggera che viene dal mare.

Oggi è un giorno di ricordi per tanta gente dell’Abruzzo. Tanti anni sono andati persi in pochi attimi. Sono giorni tristi, la pioggia e la polvere sui vostri visi. Non siete i soli a tremare.

Afa

Aprile 2, 2009

Quando la notte ti giri e rigiri nel caldo soffocante del letto e la tua mente ti spinge in uno stato di oppressione, che tu sai bene è frutto di insane speculazioni del tuo cervello. Due settimane d’angoscia. Credo di esserne uscito.