Spazi siderali

Giugno 24, 2009

Un mese è già passato. Veloce come il treno che parte senza di te. Provi a corrergli dietro, ma tutto è inutile. Scivola il mese tra crisi e distrazioni. I giorni cadono come coriandoli colorati, ognuno un suo colore, leggeri e senza direzione come solo la vita può essere.
Un mese è già passato. I giorni pesano come macigni. Paure e timori ad intervalli. Lo stare insieme. Il cogliere l’attimo. Il profumo del caffè. Ogni cosa acquista un significato nuovo e profondo. Il sacro si mescola al profano.

Lei, è una figura astratta per me. Il suo nome mi riecheggia l’infanzia. Un’immagine, una frase. La strada. Il ricordo ad ogni parola di chi mi incontra. I silenzi ricchi di significati che comprendo a stento. Impressioni su di me, sugli altri, su ciò che ci circonda. Su quest’ermetismo che non mi permette di esprimere parole semplici e dirette, ma credo sia il miglior modo di comunicare con lei, con la mia coscienza.
Non so quant’è lo spazio, il tempo, gli eventi che ci separano, non so se tutto ciò sarà una scala per il paradiso e non so ancora quanti gradini dovrò affrontare per trovarla.
Sento ancora la tua aura, comprendici, assistici, guidaci…
Pace.

immagine | Escalera al cielo / Stairway to heaven di Davichi

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