Robin Hood
Ottobre 20, 2009
Mi accadono strane cose uscendo in città. Mi spiego.

Prologo
Stamattina, dopo una breve colazione, ho indossato jeans, sneakers e camicia, per uscire a farmi la solita passeggiata antemeridiana. Ben curato in ogni dettaglio, ma dall’aria stanca (di certo, io non l’ho mai sottoscritto che 9 ore sono la giusta dose di sonno quotidiana), ho dato un’occhiata a ciò che era riflesso allo specchio dell’entrata. Ho visto il riflesso mettere una mano in tasca e tirare fuori una banconota da 10 euro.
Inizialmente contento, avrò modo di ricredermi, dato quello che mi accadrà qualche ora più tardi.
***
Sto andando a trovare un vecchio amico che non rivedo da tempo. Ci siamo persi di vista per quasi un anno poi ieri un incontro all’università. Ci siamo scambiati un po di informazioni sulle reciproche disavventure. Mi invita ad andare a trovarlo.
L’amico ha appena preso casa in una zona tra le più malfamate della città. Decido ugualmente di andarci.
L’ambiente pullula di automobili, scooter, e rumori di ogni sorta. Vedo all’angolo gente dallo sguardo in continuo movimento, osservano, valutano, adocchiano. Nell’aria quell’odore di carne bruciata che si attacca addosso a te e agli oggetti che hai intorno. Carne di cavallo per l’esattezza; nella zona, è tra le cibarie per eccellenza.
Sono le 5 passate, giro per le vie del quartiere alla ricerca disperata di un posto per la mia macchinina. A quel punto mi si accosta un uomo in scooter. L’aspetto è inusuale per la zona: giacca di marca, casco jet e occhiali da sole scuri.
L’aspetto molte volte inganna.
Mi chiede se sono del quartiere. Poi inizia ad insistere proponendomi di aiutarlo. Capisco subito cosa vuole.
A quel punto prendo i 10 euro trovati la mattina e glieli do. L’uomo mi stinge la mano, mi promette un ipotetico caffè, e se ne va. Evidentemente c’è crisi.
immagine | Robin Hood Statue 2 di Pete Jenkins.

