Me

Novembre 3, 2009

Come posso volere che la mia anima si arrenda; togliersi i vestiti che diventano la mia pelle; vedere il bugiardo che brucia nel mio bisogno. Come avrei voluto cambiare l’oscurità dal freddo, come avrei voluto gridare forte, invece non ho trovato alcun significato. Suppongo che è il momento di correre lontano, via lontano; trovare conforto nel dolore, tutto il piacere è lo stesso: mi sottrae appena dalla preoccupazione, nasconde la mia vera forma, come Dorian Gray. Ho ascoltato ciò che dicevano, ma non sono qui per preoccuparmi. è appena più di una parola: sono solo lacrime e pioggia. Come potevo voler camminare attraverso le porte della mia mente; ricordi legati vicino alla mano, aiutami a capire gli anni. Come potevo voler scegliere tra il Paradiso e l’Inferno. Come avrei voluto salvare la mia anima. Sono così indifferente alla paura. Suppongo che è il momento di correre lontano, via lontano; trovare conforto nel dolore, tutto il piacere è lo stesso: mi sottrae appena dalla preoccupazione, nasconde la mia vera forma, come Dorian Gray. Ho ascoltato ciò che dicevano, ma non sono qui per preoccuparmi. Lontano, via lontano; trovare conforto nel dolore. Tutto il piacere è lo stesso: mi sottrae appena dalla preoccupazione. è più di una semplice parola: sono lacrime e pioggia

Graditi ritorni

Luglio 29, 2009

Credo sia tornato, un gradito ritorno il suo.

Sarà stato il bicchiere di vodka scolatomi qualche piano più in alto a sciogliere il ghiaccio, o lo striminzito rettaggolo di stoffa che le copriva il busto a sciogliere qualsiasi mia resistenza. Alexia è al mio fianco, o meglio, ai miei piedi, così desiderosa di colloquiare con me, quanto di saltarmi addosso. Intanto la sorella mostra con indubbia sincerità quanto abbinati siano il suo reggiseno con la parte inferiore del costume sotto la gonna.
Dopo questa, lo confermo, il desiderio è tornato.

Ecco…

Luglio 19, 2009

…così sarebbe bello

immagine | Confort di Eric Zener

Circle

Giugno 30, 2009

Credi che l’esperienza ti abbia già sorpreso abbastanza quando, eccoti lì, pronto ad assistere all’ennesima manifestazione di quanto la vita sia sadica e beffarda.
Ma veniamo ai fatti.
“Andiamo a prenderci una birretta”, questo lo scopo della serata. Il solito chiosco della piazzetta però è chiuso, decidiamo di andare in un altro, allungando un pò il giro. Io sono sul motociclo assieme ad un amico. Un’altro compagno d’avventure ci precede, aspetta con calma di poter svoltare. Poi succede tutto in un attimo. Una macchina scatta dietro di noi, ci sorpassa e travolge in pieno il mio amico. Vedo il suo corpo scomparire davanti l’automobile, rotolarvici sopra e cadere dietro.
La sequenza sembra uscir fuori da uno schermo cinematografico, colori e sonoro sono scelti con cura. Il destino vuole che il mio amico si rialzi sui suoi stessi piedi. E il destino, si sa, disegna piani con l’abile maestria di uno scrittore ormai esperto.
Durante la lunga nottata, memore di un’altra, ancor più lunga ed orribile, veniamo a sapere che il conducente dell’automobile lavorava al solito chiosco della piazzetta.
Ora, giunto finalmente a casa, non ne so bene il motivo, ma mi vien da ridere.
Sarà che se oggi il tizio dell’auto lavorava, il nostro incontro sarebbe stato sicuramente più piacevole.
O sarà che ci ripetono sempre che bere provoca gli incidenti, ma mi sembra un pò eccessivo che sia l’incidente a precedere la bevuta.
Oppure, sarà ancora, che la sfortuna sembra arrivare tutta nello stesso momento.
Oppure, più importante, sarà che sono felice che il mio amico è vivo.
O, infine, sarà che sto diventando pazzo.

immagine | asphalt core sample di Sidereal

Inaspettato

Giugno 15, 2009

I’m gonna love you, till the heavens stop the rain
Im gonna love you
Till the stars fall from the sky for you and I
I’m gonna love you, till the heavens stop the rain
Im gonna love you
Till the stars fall from the sky for you and I

dexter

La luce invade gli oggetti della cucina, cancellandone ogni ombra. E’ una luce bianca, prepotente e accecante, che risalta la bicromaticità della mobilia, l’azzurro lucido del tavolo, l’ammiccante argento del frullatore. Mi muovo scattoso mentre canticchio la canzone dei Doors in sottofondo. Il guscio dell’uovo tra le mani si rompe in due parti esatte, il contenuto scivola sulla padella calda. Appena il viscido miscuglio entra in contatto col metallo, il fragorio e l’odore si spargono. Il guscio si congiunge ai suoi simili, inutile protezione qual era. Suoni e colori sanno di buono, d’antico. Verso il succo rosso vivo nel bicchiere, ne bevo un sorso. La lingua schiocca sul palato. Raccolgo la pancetta sul tagliere e con l’aiuto del coltello la verso nella padella rovente. Sul tavolo, un piatto bianco aspetta di sporcarsi, lo accompagno con posate, bicchiere, succo d’arancia e un fazzoletto verde. Poggio tutto con cura, ma le mie mani hanno un leggero tremito.
Con un movimento deciso mescolo le uova alla pancetta, aggiungo il pepe e un dito di vino bianco. Sento il bisogno crescere, la fame farsi più insistente.
Quando la frittata è pronta la giro due tre volte in padella, poi travaso tutto sul piatto. E’ li quando ogni procedimento è ultimato, quando la routine si è completata che ho il crollo. Cado giù sulle ginocchia e inizio a piangere.

Desiderio

Maggio 18, 2009

Ne voglio di più, ancora di più. Il boccone risulta assai più dolce quando è dovuto ad una fame sconsiderata.

Liberazione

Aprile 28, 2009

Flash.

La prima cosa che ricordo è la vagonata di ragazze che entra alla festa. E’ venerdì. Siamo tornati agli anni 80. Un paio di Campari-Gin e qualche suo affine parente per aiutarci al viaggio temporale. I vestitini brillanti e i capelli all’indietro, le camicie bianche, i cravattini, i ray ban vecchio stile. Confusione confusione confusione. Siamo sulla lava, i fumi, no è nebbia che avvolge gli alberi, se li mangia, il palco, diversi musicisti, una bottiglia di alcool ci perseguita, differenti compagni di viaggio, attorno a noi c’è chi ci osserva, siamo circondati. Si è fatto sabato, è cambiata la location.  50 kilometri più a nord. Non conosco più il tempo. Le pietre sono scomode, volevamo l’erbetta. I fumi, la mariuana. Panini, patatine. Confusione, pace, confusione. Arriva sera, discoteca, spacca di brutto. Spacca l’impianto. Gridiamo per avere una cassa. Ne basta una. No l’uomo del palco non vuole. Fanculo. Ritorno alla macchina al buio. Luce del cellulare. Che culo. A casa è domenica. Il ritorno di Mario Kart. La venticinquesima ora. Si Dorme. Pace, pace, pace. Risveglio no-trauma. Si torna a casa, buon pranzo, partite, relax. Arriva la sera. Il lunedì è ancora in apnea. Come dei panni imbevuti d’azoto mi fasciano la testa.

Oggi è martedì, e comincio a riprendere fiato. Che devastazione. Il senso di confusione sembra essersi placato. E ,vi giuro, è una liberazione.

immagine | gli alberi o i spiriti? di jennifer mcilvaine

Knocked Up

Marzo 24, 2009

Mentre ascolto una canzone…

Partirò portandomi dietro solo lo stretto necessario. Lasciandomi alle spalle tutti quei brutti sogni. Intraprenderò nuove strade che mi allontaneranno dalla pazzia. Mi allontanerò dall’idea di essere un unico amante.

Quando gli echi riporteranno la mia mente a casa, ai visi splendenti della mia fanciullezza, mescolerò le lacrime alle risate. Saranno acqua preziosa per le mie radici. Più lunghe riuscirò a tessere e più sarò affamato di raggiungere il cielo.

Quando il sole splenderà alto nel cielo dovrò sentire forte la vitalità in me e non smettere di tendere in avanti. Come un lottatore affronterò il vento. Mi piegherò sotto la pioggia ma mai mi spezzerò. Quando calerà la notte sarò il faro di tutti quelli che hanno perso la luce.

E se mai lungo la via incontrerò la signora follia o il freddo eterno, l’affronterò a testa alta, armato di scarpe e valigia. Pronto ad un nuovo viaggio.

immagine | on the road di Epicuro.

Della serie trip collettivo…

Dentro la valigia del viaggiatore c’è: un PACCHETTO DI SIGARETTE, un ACCENDINO, per accenderle ovviamente, SPAZZOLINO e DENTIFRICIO, perchè è meglio avere l’alito fresco, STUZZICADENTI e GOMME DA MASTICARE, un kit completo, una persona ordinaria, no vi sbagliate, ecco apparire il primo vizio, 10 EURO DI MARIA, maria… questo è doping, un CAVALLO dopato, un cavallo in JEANS però, con stile, che fa uno SHAMPOO alla consistente criniera vellutata aiutandosi con una morbida LINGUA DI PELLICANO, poi la asciuga con un PHON, il ROSSETTO per le notti più focose, un POSACENERE per quelle solitare, una CODA DI GATTO, per quelle più estreme, una BIC BLU per mascherare il tutto.

Dimenticavo, una CARTA D’IDENTA’, per ricordarsi ancora chi è.

immagine | A Sailor’s Suitcase di Bob AuBuchon

questo è il titolo

Dicembre 13, 2008

Scritta di getto, in piena euforia alcolica.

non tanto vicino, ma lì per lì
c’è un posticino carino, è venerdì
una caverna oscura, ma non fa paura
un oste saccente dal fare suadente
ti invita ad unirti alla tavola bandita
la birra scorre a fiumi, le pance si gonfian
io me ne compiaccio e un altro malto mi assaggio

immagine | Amber – close-up of a glass of beer di net_efekt