Dormi Luna
Novembre 27, 2009
“Can I just have one a’ more Moondance with you, my love
Can I just make some more romance with a-you, my love”
Sono le 2.30 di notte, Luna è accanto a me accollassata sul letto. La canna che ci siamo fatti l’ha proprio stonata. Niente sesso stasera. Eccola li sdraiata sulle morbide lenzuola in cotone comprate alla Coin due mesi fà. Rannicchiata in posizione fetale, con lo sguardo sereno, mi ricorda Thandie Newton in mission impossible 2.
Io siedo ai piedi del letto, osservo il nostro riflesso nei vetri della finestra, non so che fare: vado in bagno, faccio una doccia, e mi masturbo oppure mi sdraio dietro di lei e mi addormento abbracciandola?
Nel frattempo che decido vado in cucina a prepararmi un toast, perchè a me fumare, fa venir fame.
(Pro)Memoriæ
Novembre 16, 2009
Non si vive di soli ricordi…
Venerdì
Fire party, festa in villa, tutto intorno a me è luce. Il collo, le braccia, adornate con bracciali fluorescenti.
Stiamo insieme tra la gente e arriva l’ora foto: ormai è la moda, per via di facebook si intende. Comunque ci divertiamo, la musica è buona, l’ambiente socievole e creativo. I raggi ultravioletti risaltano le linee bianche sulla mia camicia Calvin Klein Jeans, comprata alle Galeries Lafayette. Davvero azzeccata.
Ci sono una decina di ragazze che hanno colpito il mio sguardo. O io il loro.
Passa la serata, ci spostiamo in gruppo a casa di un’amico.
Mi intrattengo con Daisy, Flavio e Samuel. Fumiamo qualcosa fuori, Daisy si avvicina a me, il suo corpo tremante mi avverte che ha freddo. Senza pensarci un attimo l’abbraccio e lei sembra apprezzare il gesto da vero gentiluomo.
Si, perchè 5 minuti dopo la sento sfiorarmi le dita che le poggiano sul fianco.
Torno a casa alle 4.00.
Sabato
Dal giorno dopo a mercoledì non ho memoria.
Mercoledì
Serata discoteca. C’è un casino di gente. Nel preserata io e Flavio siamo andati a prendere le ragazze all’hotel Baia. Un gradito ritorno all’inverno scorso. Solo che tante cose sono cambiate in un anno. Tranne una, il rapporto tra me e Alexa, ovvero una infinita continuità di provocazioni e una serie assai numerosa di frasi ambigue. Solo che adesso se la fa con Flavio. Rimaniamo comunque soli mentre facciamo la fila per entrare al locale. Fila che poi aggiriamo ponendoci a pochissimi metri accanto all’entrata del locale fingendoci conoscenti di qualcuno accanto a noi. Alexa per tutto il tempo mi canta canzoni nell’orecchio. Una buona voce si, ma estenuante da sopportare a lungo data la sua enorme conoscenza del repertorio musicale italiano contemporaneo.
Anche lei vuole essere abbracciata. Tutte desiderose d’affetto queste pupe. Ci ubriachiamo e faccio le 5 di notte.
Venerdì
Si esce, come tutti i venerdì. Giro in città, saluto gente. Mi ubriaco, seduco una tipetta niente male che fuma davanti al locale.
Non ricordo l’ora in cui torno a casa.
Sabato
Ad halloween, posso finalmente mostrare me stesso, eccomi “vampiro”. Giacca Canali, jeans Richmond, immancabili denti da succhiasangue. Le donne dicono che assomiglio ad Edward, sapete bene a chi si riferiscono (purtroppo non quello interpretato dal grande Johnny), in macchina trovo anche dei Rayban che mi dicono il protagonista indossa nel film. Comunque, dato che la cosa è fonte di particolare attrazione, sto al gioco e flirto con due o tre pupe. Mi accomodo sul divano, Daisy siede a terra, appoggiata alle mie gambe; al fidanzato/Joker non resta che stare a guardare.
Tuttavia a fine serata, nonostante la sangria, sono sobrio.
Intorno alle 4 sono nel mio letto e fatico ad addormentarmi.
Martedì
Vado al cine con Flavio e due amiche, ci vengono a prendere fino a casa e la serata è piacevole e rilassante. Al bar non bevo nemmeno una birra.
Venerdì
Discoteca, Donne, Disinibizione.
Lunedì
Compleanno di Selina all’hotel Baia, alcool in abbondanza, indosso un maglione leggero nero CK e un paio di pantaloni scuri Trussardi, notevole la presenza di belle donne, quasi tutte dell’hotel, ma non sono dell’umore giusto. Faccio le 3 e mezza solo perché mi fermo a giocare un ora a PES10 a casa di Flavio dopo il party.
Mercoledì
E’ san martino, ma le cose non vanno per il verso giusto. Saltano tutti i programmi e torno a casa ancora alle 3.30 senza nemmeno rendermi conto.
Venerdì
White Russian al Cupido e per il resto vuoto totale. Torno a un orario imprecisato.
Oggi
Rimango per qualche minuto a fissare il nuovo piumone Bassetti a scacchi Verde, Giallo e Blu, con uno sguardo da ebete. Mi trasmette serenità.
immagine | Eat me drink me di kiwipecora.
Graditi ritorni
Luglio 29, 2009
Credo sia tornato, un gradito ritorno il suo.
Sarà stato il bicchiere di vodka scolatomi qualche piano più in alto a sciogliere il ghiaccio, o lo striminzito rettaggolo di stoffa che le copriva il busto a sciogliere qualsiasi mia resistenza. Alexia è al mio fianco, o meglio, ai miei piedi, così desiderosa di colloquiare con me, quanto di saltarmi addosso. Intanto la sorella mostra con indubbia sincerità quanto abbinati siano il suo reggiseno con la parte inferiore del costume sotto la gonna.
Dopo questa, lo confermo, il desiderio è tornato.
Circle
Giugno 30, 2009

Credi che l’esperienza ti abbia già sorpreso abbastanza quando, eccoti lì, pronto ad assistere all’ennesima manifestazione di quanto la vita sia sadica e beffarda.
Ma veniamo ai fatti.
“Andiamo a prenderci una birretta”, questo lo scopo della serata. Il solito chiosco della piazzetta però è chiuso, decidiamo di andare in un altro, allungando un pò il giro. Io sono sul motociclo assieme ad un amico. Un’altro compagno d’avventure ci precede, aspetta con calma di poter svoltare. Poi succede tutto in un attimo. Una macchina scatta dietro di noi, ci sorpassa e travolge in pieno il mio amico. Vedo il suo corpo scomparire davanti l’automobile, rotolarvici sopra e cadere dietro.
La sequenza sembra uscir fuori da uno schermo cinematografico, colori e sonoro sono scelti con cura. Il destino vuole che il mio amico si rialzi sui suoi stessi piedi. E il destino, si sa, disegna piani con l’abile maestria di uno scrittore ormai esperto.
Durante la lunga nottata, memore di un’altra, ancor più lunga ed orribile, veniamo a sapere che il conducente dell’automobile lavorava al solito chiosco della piazzetta.
Ora, giunto finalmente a casa, non ne so bene il motivo, ma mi vien da ridere.
Sarà che se oggi il tizio dell’auto lavorava, il nostro incontro sarebbe stato sicuramente più piacevole.
O sarà che ci ripetono sempre che bere provoca gli incidenti, ma mi sembra un pò eccessivo che sia l’incidente a precedere la bevuta.
Oppure, sarà ancora, che la sfortuna sembra arrivare tutta nello stesso momento.
Oppure, più importante, sarà che sono felice che il mio amico è vivo.
O, infine, sarà che sto diventando pazzo.
immagine | asphalt core sample di Sidereal
Lei-i-i
Maggio 12, 2009
Attimi attraverso i loro occhi

Lasciate un messaggio.
(Ore 23.47) “E’ simpatico, carino, ma so già che qualcosa tra noi due non potrebbe mai nascere. La nostra è un’amicizia, ed è così che avrà la sua conclusione. Peccato, anche perchè a volte, quando i nostri sguardi si incrociano, mi dà l’impressione che io gli interessi. Tutto sembra portare ad una conclusione, quando con una battuta riporta tutto al punto di partenza. Mah…”
(Ore 1.12) “Ti prego scopami, non so più come dirtelo. Scopami, scopami, scopami”.
(Ore 2.23) “Abbracciami, e abbracciami ancora che inizio a prenderci gusto. E se gli piacessi? E’ così impenetrabile il suo sguardo, ogni sua frase…”
immagine | Te lo leggo negli occhi, stai soffrendo x Lui. di miss♥monroe
Afa
Aprile 2, 2009
Quando la notte ti giri e rigiri nel caldo soffocante del letto e la tua mente ti spinge in uno stato di oppressione, che tu sai bene è frutto di insane speculazioni del tuo cervello. Due settimane d’angoscia. Credo di esserne uscito.
Meraviglioso
Marzo 16, 2009
“Ma guarda intorno a te che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato il mare eh!
Tu dici non ho niente. Ti sembra niente il sole!
La vita, l’amore. Meraviglioso…”
Meraviglioso – Domenico Modugno
E’ meraviglioso, nel senso che porta stupore, quanto una canzone influenzi il tuo comportamento.
Mi spiegherò brevemente.
Semaforo di una zona agiata della città. Tipica notte invernale. Un povero mendicante patisce il freddo miseramente tentando di cavarci qualcosa dai suoi ruvidi fazzoletti. La maggior parte degli automobilisti non degna neanche di uno sguardo il mendicante.
Notte A
Tempo fa ascoltavo Enter Sandman dei Metallica, al solito incrocio intravedo il mendicante e inizio a sperare che scatta il rosso. Vedendo che ciò non accade mi fermo in una posizione che mi permetta di andare avanti e “fregare” in un certo senso il pover uomo.
Anche quando costui mi si è piazzato accanto preferisco osservare un punto fisso indefinito del mio parabrezza piuttosto che guardarlo in faccia. La sensazione è frustrante. Come se sia fallito qualcosa in un determinato piano.
Notte B
Stesso incrocio, medesima situazione della notte A. Poche macchine, vento tagliente e il solito uomo dei fazzoletti. Stavolta alla radio fanno Meraviglioso di Domenico Modugno.
Mi avvicino come al solito lentamente alla macchina che ho davanti, temporeggiando con le dita sul cassettino delle monete.
Quando il mendicante mi è giunto accanto, sarà stata una nota, o una parola, o la sua espressione, gli ho dato qualche spicciolo. Il suo sorriso valeva qualsiasi parola.
La senzazione che ne traggo infine è del tutto piacevole. E’ un’azione che consiglio vivamente.
La notte dei pazzi viventi III
Marzo 11, 2009

Atto III
Freddo, estremamente freddo è il cuore della notte.
La città ha succhiato ogni energia ai suoi abitanti, essi adesso dormono, sognando futuri basati principalmente sulla possibilità della fortuna. Nell’ombra della notte si riversano branchi di cani, ormai coloni di una nuova frontiera. Agli uomini la luce, ai cani l’oscurità.
Mi separo dalla pantera nera, compagna del buio, quando sento dei passi alle mie spalle.
Sento una voce.
La ricollego ad un volto, è Marcelo, il mio vicino di casa, più di una volta ci siamo beccati in cortile intenti a scambiare affettuose attenzioni con la donna di turno o a fumare qualcosa in compagnia, ma mai niente al di là dei saluti.
Pochi convenevoli, come al solito, però stavolta mi chiede se ho un frienz da condividere. Sto per dirgli di no, poi ci ripenso, per un frienz c’è sempre tempo. E poi voglio conoscere bene sto Marcelo.
Salgo su un attimo e prendo il necessario, lui è già pronto in macchina.
Marcelo è il fratello di una mia ex compagna di classe, Milù. Lei, universitaria fuori città; i genitori, professionisti, seri e abbienti; lui invece, pecora nera della famiglia, sempre immischiato in giri poco conformi ad un abitante del mio quartiere. Ma dove sembra che vi sia più pulizia, poco sotto la superficie, ecco che trovi la polvere.
Nella mia città ogni zona nasconde un brulicante sottobosco, una foresta di Sherwood ricca di briganti e abitanti tipici della notte che io chiamo i Vampiri, spesso mi sono chiesto se anch’io faccio parte di questa categoria.
Comunque, l’informazione che ho sul conto di Marcelo è che sia molto rispettato nei dintorni.
In macchina non fa altro che confermare le voci su di lui: finiamo infatti per parlare per giri di droga, fughe dalla polizia e su quanto sia difficile restare sulla “retta via”. Però in fondo mi sembra un outsider come me, qualcuno a cui vengono proposte delle regole difficili da rispettare.
La falce grondante di sangue, costituita dalla luna rossa in cielo, si riflette nel mare inqueto.
- Se non hai nulla da perdere, hai tutto da aggiungere – mi dice mentre iniziamo a fumare.
- C’è sempre qualcosa da perdere – gli rispondo – la stima dei genitori, un amicizia, un amore. Il rispetto…
- Quello è importante…
- Il rispetto per te stesso.
L’attimo di silenzio mi da il segnale di cambiare argomento. Gli parlo della quantità di ragazze presente all’hotel Baia, lo vedo interessato. Li è la novità che fa da attrazione.
Sulla via del ritorno mi dice:
- Lo vedo dai tuoi occhi che hai qualcosa di strano anche tu…
- I miei occhi sono solo un po arrossati dall’erba – gli rispondo
- Si… – mi dice in un ghigno.
Quando torniamo mi fa vedere le sue bambine.
Due mini moto impolverate nel fondo di un garage, gli passa uno straccetto e le vedo luccicare nei suoi occhi.
In fondo ha ancora vent’anni.
E’ vero, ha così tanto da aggiungere. Nel bene e nel male.
immagine | moon lighthouse di jamesr0012
La notte dei pazzi viventi II
Marzo 2, 2009

Atto II
L’interno dell’hotel Baia è sempre lo stesso, come l’inferno, ogni piano con i suoi diavoli e i suoi dannati, il tutto però nella sua monotona struttura. Ovvero, nessun cambiamento tra un piano e l’altro. Se non fosse per le facce della gente che ci sta.
Il secondo piano per esempio, da dove entriamo sempre io e perditempo, non ha facce, le porte sono sempre chiuse. Si ha quasi l’impressione che quelle stanze sono deserte, ma sono sicuro che se mi mettessi ad origliare, sentirei anche il minimo rumore di una qualsiasi inimmaginabile attività.
Mentre aspettiamo l’ascensore sentiamo qualcuno cantare accompagnato da una chitarra, esibendosi in un orribilante ballata per le scale dell’hotel. Sembra proprio che il terribile duo proceda nella nostra direzione, ma siamo fortunati, perchè l’ascensore apre le sue porte appena in tempo, prima di un qualsiasi incontro del terzo tipo.
Darmian ci aspetta nella sua camera, ci avvisa subito che al piano di sotto è in atto un festino alcolico con un bel gruppetto di fanciulle. Flavio è con Alexa, dovrebbe arrivare tra un po.
L’idea delle fanciulle sembra allettante, ma io e perditempo non siamo in vena di festini alcolici. Propongo dunque di far salire qualche ragazza, ed ecco immediatamente Flavio arrivare con Alexa, sua sorella e una ragazza che ho già visto in giro per l’hotel.
Alexa è brilla e dopo due tiri di erba inizia a ridere, sua sorella Selina è perennemente colpita dalla sensazione di sbroccare tutto quello che ha bevuto, l’altra, che credo si chiami Demi, rimane più silenziosa, ma anche in lei noto le guancie rosse dal vino.
Iniziamo così un Poker Texas Hold’em con fiches e commentatore in diretta. Lo strip-poker lo rimandiamo alle più caldi e profiche estati.
Stranamente, vinco tutto. I ricordini lasciati dai piccioni sulla mia macchina avranno avuto una qualche influenza positiva.
Una volta terminata la partita Alexa e sua sorella mi si siedono ai fianchi, iniziando ognuna un discorso diverso. Una miriade di parole e suoni inizia a vorticare sempre più velocemente nella mia testa.
Alla fine di tutto ciò le sento concludere da una parte:
- Sei veloce sono nel gioco, vero?
e dall’altra:
- Hai gli occhi verdi?
Posso reggere una simile situazione per un quarto d’ora, massimo mezz’ora, fortunatamente perditempo mi implora di tornare a casa che s’è fatto tardi.
Quando saluto le ragazze lo sguardo di Alexa sembra dirmi “perchè mi tratti così male”, mi verrebbe da rispondere che è così che va la vita, hasta la vista, baby!
Immagino dunque che la serata sia quasi al termine. Invece il goloso perditempo mi propone un’ultima dolcissima sosta al laboratorio notturno di una pasticceria.
Da segnalere, nel cammino, una donna che mi si piazza davanti con l’auto guardandoci con lo sguardo perso in chissà quale universo, che poi riparte, come se nulla fosse.
Non abbiamo il tempo di ridere, che siamo già arrivati. Lì, nel posto dove lavorano gli uomini della farina.
Non rivelerei neanche sotto tortura l’indirizzo di quel luogo, anche se la visione dei tre grassi uomini che preparano i vari dolciumi mette davvero di buon umore. Ci girerei uno di quegli spot del mulino del cazzo.
Soddisfiamo la fame chimica adeguatamente e perditempo mi dice che ingrassano con l’odore. Gli credo sulla fiducia. Anche lui deve averne sniffata un po di quell’aria.
Accompagnarlo a casa e rincasare è una routine che potrei fare anche bendato.
Mentre chiudo la portiera della macchina, sono quasi certo che la notte abbia fatto quasi il suo corso, quando ecco apparirmi un ultimo, inaspettato, incontro…
Continua…
immagine | EXIT di allora2euro

