Mondi paralleli
giugno 6, 2010


Mi basta fare un giro in nuovi ambienti, che mi ritrovo Facebook™ pieno di richieste di amicizia femminile. In realtà si tratta spesso di ragazzine adolescenti alla ricerca dell’uomo che soddisfi la ricerca di un principe azzurro, o, dati i tempi, di un vampiro hollywoodiano, che le darà diverse delusioni, facendole conoscere finalmente la fragilità dei rapporti inter-personali.
Adesso anche Lucilla è tornata alla carica. Ormai quasi maggiorenne, più matura e determinata rispetto a due anni fa mi ha detto senza giri di parole che lei aspetta ancora me. E ora che ci penso abbiamo fatto una scommessa tempo fa, se l’ho persa, mi toccherà invitarla a cena. Una cosa che le darebbe la speranza di avermi finalmente conquistato. In poco tempo mi renderebbe sempre più esplicita la richesta di un bacio, che difficilmente rifiuterei. Infine diverrebbe inevitabile accontentarla nel suo processo di crescita.
Poi ci sono le amiche di mio fratello, adesso che lo accompagno spesso ai suoi appuntamenti mi capita di conoscere ragazze che rimangono a fissarmi interessate. A volte, devo ammetterlo, ricambio i loro sguardi, per provocarle, per vedere chi è dotata di una buona intraprendenza.
Poi c’è quella miciotta di Lily che è tornata a farsi sentire, ieri mi ha anche rapito telefonicamente per quasi un ora. Abbiamo progettato giornate di studio da passare insieme la prossima settimana. Nuovo lavoro permettendo.
E’ tardi, devo andare a letto. Mi aspetta una guerra.
immagine | Girl in the mirror di Kongevold.
Prove di risintonizzazione.
maggio 28, 2010
Per riprender l’abitudine con le arti, rinvigorir la trama e dare il trucco ai primattori,
la giostra ricomincia lor signori!

Ricerca Canale . . .
Ossigeno, di questo ha bisogno il mio cervello per dar luogo a pensieri positivi. L’aria in macchina è calda, dopo una notte addirittura bollente (scontato). Con Arianna, la mia nuova fiamma. Mi piaceva l’idea di scriverlo, rimedio.
Parlare del fuoco è inevitabile però, quando ho lei nei paraggi sento nascere quella pulsione ardente di baciarla e scoparla. I suoi occhi mi dicono “anch’io”. Perlomeno della prima ne sono sempre stato sicuro, la seconda ho appena avuto occasione di scoprirlo.
Tornare a casa non mi esalta, sarà la scarna qualità delle trasmissioni radiofoniche notturne, la voce bassa e lenta degli speaker e quell’orribile base anestetizzante, poi, la strada mi annoia… è sempre la stessa.
Dove ho messo quella lista…?
immagine | Sky on Fire di Magadelic Rock
Barbie’s
febbraio 1, 2010
Ho occhi solo per te…

La serata da Barbie’s è come al solito. Superlativa. 3 su 3, tre-serate-su-tre, una migliore dell’altra. Da tre settimane è un’appuntamento fisso al venerdì. Anche stasera confermiamo la nostra neo-routine.
Il locale è una caldissima bolgia rock, alternativo ed elettronico. L’alcool scorre a fiumi, ben presto dentro e fuori le nostre vene.
Che tu sia, in quest’ordine: fratello, cugino, amico, bella ragazza, conoscente, uomo qualunque appariscente e sorridente con cui ti incontri mille volte nella serata, nemico, amico di facebook; non importa, ad ogni incontro è una gioia, uno scambiarsi smorfie e convemevoli euforici del tipo “Bellaaa” o Heilàà…”, oppure “ci becchiamo qui tra dieci minuti?!” che poi quasi mai ricordi di aver detto.
Scelgo un look alternativo con pantaloni Pepe jeans e felpa QS d’un verde fantastico. Negli album di fotografie digitali rivedo me stesso in posa con ragazze, amici e conoscenti, circondati da una folta nube di sconosciuti dalle faccie più divertite, alcolizzate, drogate ed esaltate.
Spendo pochissimo in cocktail, tanto tutti sono ansiosi di offrirmi un po della sostanza contenuta nei loro bicchieri. Sembra che vada vodka per la maggiore.
Ma il meglio me lo riserva sempre il gin lemon, è lui ad accompagnare gli ultimi istanti della serata.
Siamo rimasti in quattro, stanchi – premetto che un’esame mi aveva costretto alla levataccia mattutina – e devastati dal pogo tra le tette a cui ci siamo auto sottoposti, ci spostiamo per una sigaretta nell’ottima saletta di passaggio tra le due sale. Il luogo ideale per discutere e rilassare momentaneamente muscoli e timpani su morbidi divanetti verdi vellutati. Detto ciò, nessuno dei miei amici ha un’accendino e mi ritrovo costretto a guardare in giro alla ricerca di qualche faccia utile. Ad un tratto noto una ragazza fumante vicino ad un uscita, incrociamo lo sguardo e mi alzo, vado da lei e dopo averla salutata le chiedo gentilente l’accendino. Me lo porge dicendomi che aveva notato che lo stavo cercando. La guardo ammiccante, ringrazio sorridendole e torno al mio posto. Dovrò aspettare 5 minuti, di solito è così. Puntuali mi ritrovo davanti la ragazza più due sue amiche che le siedono accanto. Parliamo immediatamente, io e Flavio, ci capiamo alla lettera in questi momenti. Tutto scorre così veloce. Damian mi raggiunge e mi chiede cosa portarmi da bere. Ci penso qualche secondo e poi decreto: Gin Lemon. Scelta azzeccata, le ragazze gradiscono e ne prendono uno anche loro.
A fine serata, un buttafuori ci avvisa gentilmente che stanno chiudendo il locale. Rimango in contatto con una delle ragazze, Marina, la quale mi chiede durante tra un discorso e l’altro di dargli ripetizioni d’inglese, una richiesta a cui, assolutamente, non posso dir di no.
immagine | rgb people – listen in green di miuenski.
Agenda #2
gennaio 27, 2010

Ancora una volta è notte, la calma dopo un’allegra e tranquilla serata tra amici. Si è discusso molto del viaggio che ci aspetta, un desiderio che si realizza dopo un infinito rimandare anno dopo anno. Bene i biglietti ci sono, l’albergo è prenotato. Non resta che godersi il periodo che precede la partenza, o quasi dato che mi aspettano una serie di prove. In agenda la striscia gialla dell’evidenziatore mette in risalto alcuni giorni:
Venerdì 29/01
Ore 09.00 Primo esame stagionale (priorità e difficoltà alta)
Ore 19.00 Lavoro-time
Ore 00.30 Siamo da “Barbie’s” (l’ultima serata in compagnia di Flavio, Nora e Daisy è stata davvero da incorniciare)
Martedì 2 /2
Ore 09.00 Secondo esame stagionale (priorità media, difficoltà alta)
Venerdì 19/02
Ore 09.00 Terzo e ultimo esame (priorità alta, difficoltà media)
Ore 22.30 Arrivo di Viki <3
Poi il conto alla rovescia finale. Un mese e siamo ad Amsterdam.
immagine | #017 Remember the dreams di backslash451.
Agenda #1
dicembre 11, 2009

E’ notte fonda, il cielo è colmo di stelle e c’è una visibilità stranamente insolita qui in città. Sono le due di notte, ho appena salutato Anton. Siamo stati una mezz’oretta giù in cantina a guardare la season finale di Californication in compagnia di una discreta bottiglia di Corvo Rosso 2007 e un profumatissimo blunt inaspettato. Le percezioni perciò ora sono parecchio vivide e piuttosto loquaci.
Sono passati appena pochi minuti e il cielo visto dalla finestra assume un aspetto quasi televisivo rinchiuso nella sua cornice metallica. Penso all’agenda dei prossimi giorni e mi vedo spuntare pochissimi appuntamenti di studio. Tutt’altro per quelli di svago.
Domani (che poi sarebbe oggi)
- Ore 10.00 Colazione con Rita (ho visto come mi guardi a lezione bella, domani è il momento di compiere una scelta. Per ora l’imperativo è Resistere!)
- Ore 14.30 Lezione di spagnolo (tutto dipende dalla mattinata)
- Ore 16.30 Lezione di fonetica dalle ragazze dell’anno superiore (della serie: conosciamo nuove prede) Annullata! (vedi sotto)
- Ore 18.30 Andiamo a comprare da bere!!!
- Ore 23.00 Festino da un’amico di un amico alcool, donne, and a lot of fun!
Sabato
- Ore 12.02 Aperitivo del sabato (si può fare senza?)
- Ore 14.00 Pranzo da Anton
- Ore 15.30 – 18.30 Lavoro
- Ore 20.45 Cena a casa mia, con Flavio e due sue amiche (ah si!?!)
Domenica
- Ore 18.30 – … Sono da Anton i suoi sono a parigi per una settimana, dunque…
Si prevedono numerosi festini a casa sua
Rock & Roll gente.
immagine | Moleskin (365/191) di Jordan Kiley.
Normale amministrazione
ottobre 16, 2008
Ritorno da un’altra splendida mattinata in compagnia delle mie grazie. Unico appunto, ho il culo quadrato. Voi non sapete quanto può essere doloroso stare due ore stretti tra una chiappa e l’altra su delle legnose panche universitare ad ascoltare, peraltro, l’omino discutere di inconcepibili termini pre-medievali. E siamo ancora fermi al II girone. Quando finirà quest’inferno, pietà (x4).
Inferno Quinto
ottobre 14, 2008
“Round the hangin tree
Swaying in the breeze
In the summer sun
As we two are one
Swaying”
- ma come fai coi sensi di colpa?
- ché devo dirti, ci convivo. Il senso di colpa e’ come un peso attaccato ai testicoli. Dipende da te misurarne la grandezza: o sei un lurido insensibile figlio di puttana e te li sentì in gola, oppure sei un imperterrito masochista e li sentì strisciare ad ogni passo. Come vedi non c’è scelta.

Il ritorno all’università è grandioso. Almeno per la mostruosa quantità di passera. Mi siedo accanto a Betty, la ragazza di Lucas, scambio bacini e saluti con almeno metà delle ragazze nell’aula e attendo con impazienza di iniziare l’ennesimo anno universitario. Le premesse sono le solite, serieta’, partecipazione, impegno. La realtà poi e’ diversa, ma “it’s all part of the plan”.
La stanza in cui ci troviamo mi riporta indietro di 3-4 secoli, quand’erano i preti allora a fare gli esimi professori. La grossa differenza con i miei giorni e’ che a quei tempi non v’era la giusta concentrazione di tette.
La giornata e’ delle migliori, non posso chiedere di meglio, e il prof si fa aspettare per oltre mezz’ora. Ho il tempo di chiedere alla ragazza seduta sugli scalini se vuole sedermi accanto. Troppo timida per chiedermelo, risponde con un goffo sorriso e mi guarda estasiata.
Quando l’omino di poco superiore al metro d’altezza si presenta in classe inizio in un attimo ad annoiarmi. Ci espone il chilometrico programma di Letteratura italiana, poi inizia con Dante, e crollano del tutto le mie resistenze. Inizio a vagare con lo sguardo e con la mente. Vedo una ragazza in un altra fila guardarmi e leccarsi la penna con aria parecchio coinvolta. Il tempo di uno sbattere di palpebre e quando rivolgo lo sguardo su di lei, la trovo assorta negli immaginifichi gironi danteschi. Beh, nel mio girone i diavoli hanno delle lunghe sopracciglia e labbra morbide.
Sorpreso per la visione torno anch’io ad ascoltare il professore. Secondo Dante Francesca era una troia. E io che ho sempre pensato il contrario. Fossi vissuto a quel tempo mi sarei ritrovato anch’io a vagare nel vento.
Dopo due ore di leziose affermazioni dell’omino verso il sommo poeta, esco dall’aula e vengo approcciato da una deliziosa brunetta. Capisce subito che non sono una matricola e mi chiede se posso dargli una mano. a trovare la sua prossima aula. Sto per proporgli dove la metterei io la mano, quando arriva Betty richiedendo la mia presenza nella cerchia delle sue amiche. Dopo una spiegazione sommaria saluto dispiaciuto (neanche poi tanto) la brunetta e vado dalle altre ragazze. E sono una più deliziosa dell’altra.
E’ proprio un paradiso questa università, ma per me è di un calore infernale.
“Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com’ io morisse.
E caddi come corpo morto cade.”
